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Una vita da artista…itinerante…


Lunga barba rossa, cilindro in testa, completo elegante e sorriso rassicurante stampato in volto, suona l’organetto piu’ famoso del Ticino-Svizzera!

Ha costruito il suo “Organetto” sulla base di vecchi disegni originali, un poco alla volta, pezzo per pezzo, creando ogni suo componente, in legno o metallo che fosse. Man mano che la sua creatura prendeva forma e consistenza, di pari passi nasceva e cresceva l’affetto per questo strumento, che avrebbe segnato e scandito i ritmi della propria vita futura. Suonava lungo le passeggiate, sulle rive dei laghi in Svizzera, ma anche in Italia, al mare in estate, e perfino in Giappone, invitato a suonare ai Festival..

Amava ed ama ancora, sempre, portare allegria alle persone: si rammarica nel constatare che, specie nelle città, nessuno né si guardi né si saluti e non si noti che, raramente, un sorriso.

“Tutti sono preda di una fretta matta e non gustano piu’ le gioie della vita, come se l’umanità si fosse smarrita. Io, musicista di strada, ho il privilegio di poter osservare con la necessaria calma e serenità il colore degli ombrelli sotto la pioggia, le effusioni e gli abbracci degli innamorati in Primavera,” stagione degli amori che nascono, ma che anche si consolidano.

“Amo il contatto con le persone, parlo con tanta gente. Vado anche nelle case per anziani a suonare per Natale e portar loro un po’ di… magia. Nel mio piccolo e semplice microcosmo, ho tutto quello che mi abbisogna per vivere in semplicità. Sono diventato quasi un’ Icona in quelle contrade in cui sono solito esibirmi con la musica del mio “organetto”. Vengo fotografato, intervistato, ritratto! Prima d’essere un artista di strada, nessuno mi conosceva, ora sono diventato l’amico di tutti quelli che mi conoscono. Sono un uomo felice… Quando al mattino mi sveglio nella mia roulotte, in riva al fiume, in mezzo al verde, godo di sentirmi un uomo libero da vincoli e di scegliermi il programma della giornata. Mi sento bene nel mio ruolo. Sono un artista che porta la gioia e che la trasmette. La gente mi sorride affabilmente.”

Chi abita alle mie latitudini, (di me, che scrivo!), avrà già compreso di chi io stia narrando…Ho attinto abbondantemente ad un articolo di stampa che ben lo descriveva, avendo io avuto solo sporadiche e casuali possibilità di ascoltare il suo… organetto, di sorridergli amichevolmente, oltre che donargli qualche soldino…e simpaticamente!

Se per caso leggesse il mio post a lui dedicato, gli auguro un sereno e lieto NATALE!

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La vita: un apprendimento continuo…


Vivendo si esperimentano tante situazioni, si è confrontati con gioie e dolori, momenti di euforia ed altri di sconforto e… tant’altro ancora! La perfezione non è di questo nostro mondo e nessuno di noi è perfetto…anzi, ma ognuno, singolarmente, è unico ed irripetibile, sia in senso positivo che negativo.

La vita è dura, è un campo di battaglia in cui ognuno gioca un ruolo affidatogli e recita la sua parte secondo un copione prestabilito! Sembrerebbe non vi sia arena migliore di una o più esperienze fisiche per acquisire quei meriti di cui ogni singolo Ego necessita per smaltire il proprio carico Karmico; ciò sarebbe possibile solo attraverso le difficoltà e gli ostacoli di un percorso pieno di insidie.

Un percorso quindi che offre anche delle opportunità per evolvere sia mentalmente che spiritualmente e che vanno colte come occasioni di crescita da non mancare. Vivendo si comprende come non giovi serbare rancore, astio ed amarezza, esercitare violenza o abusi di potere, ma come sia di vitale importanza acquisire la pace e serenità interiori ed una sana consapevolezza del proprio giusto operato…

Si impara come vi sia la necessità di sempre usare rispetto verso ogni creatura vivente, ad essere solidali e disponibili verso il prossimo, a non lesinare una giusta lode, premiare il merito ed evitare l’offesa!

La vita è un percorso ad ostacoli, ma anche una buona palestra per temprare soprattutto lo spirito con la prospettiva concreta di meritarsi un superiore livello di consapevolezza…e coscienza!


Life’s a continuous learning …”
So many situations are experienced, joys and sorrows, moments of euphoria and others of discouragement. Life’s a battlefield in which everyone plays a role and plays his part according to a pre-established script!
A path therefore that also offers opportunities to evolve both mentally and spiritually and which should be seized as opportunities for growth not to be missed. By living, we understand how it’s harmful to feed grudges, hatred and bitterness, to exercise violence or abuses of power, but how vital it is to acquire peace and inner serenity and a healthy awareness of ourselves. Life is an obstacle course, but also a good training ground for tempering above all the spirit with the concrete prospect of deserving a higher level of awareness … and conscience!

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Un film del passato che testimonia una realtà ancora drammaticamente presente…


…anche se espressa fra il troppo serio ed il…faceto!

Si tratta del bel film del regista Mario Monicelli del 1992 che si svolge in pieno clima natalizio in una comune famiglia italiana i cui componenti, residenti per necessità di vita un po’ ovunque in Italia, si ritrovano a casa dei vecchi genitori e nonni per trascorrere insieme le feste di Natale, con tutti gli usi e le tradizioni cui si sentono molto legati.

Tra abbracci, sorrisi e discussioni varie affiorano anche vecchi rancori non del tutto sopiti tra alcuni di loro in particolare. Ma, il vero colpo di scena arriva quando la nonna, a pranzo con tutta la famiglia, esordisce che lei e il marito sono oramai troppo vecchi e non possono più vivere da soli, ma intendono unirsi ad una delle loro famiglie, lasciando che si mettano di accordo su chi si dichiari disponibile.

In cambio di ospitalità da parte di un solo dei suoi figli che si prenda cura di loro, si dichiara pronta ad offrire ad esso o essa che sia, la loro casa, unico bene di famiglia. Tale richiesta lascia tutti allibiti ed un silenzio tombale incombe sull’intera tavolata ed ogni singolo commensale. Ogni figlio, rifiuta di prendere a carico i vecchi genitori sia adducendo impegni di lavoro, sia per ostacolo alla loro vita privata o per quant’altro ancora!

Parenti Serpenti” è un film divertente, ma che fra il drammatico ed il faceto richiama alla mente la situazione di tanti anziani che vengono sballottolati da figlio in figlio nella migliore delle ipotesi, per poi, magari, finire in un ospizio.

Il film si conclude con un regalo di una stufa a gas da parte dei figli ai genitori che si commuovono per questo ulteriore gesto di bontà da parte della loro prole, senonché, guarda caso, la stufa esploderà proprio mentre i figli sono al cenone dell’ultimo dell’anno, permettendo ai due anziani di passare a miglior vita e di non aver così più bisogno di nessuno che si prenda cura di loro.

Penso che il titolo “Parenti Serpenti”, seppur espresso in termini cosi’ drasticamente negativi, fosse veramente il titolo più azzeccato che il regista Mario Monicelli potesse dare ad una narrazione cinematografica, che sensibilizzasse la pubblica opinione su un tema talmente reale ed…ancor(!) presente nella realtà dei nostri giorni.

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Autunno 2019!(quasi…poesia!)


Tanti eventi e sorprese l’Autunno ci ha donato: miele, pere, noci, castagne  e… grappoli dorati. Ha dipinto le vigne, i boschi ed i campi di rosso, di giallo, di viole e di bruni rovi.

C’è ancor ora tanto verte nei prati e nei giardini, ove qualche dalia o zinnia ancor osa… mostrarsi vanitosa! Nei campi solcati dal vomere, sparse son le sementi, sperando in un fruttuoso raccolto di bionde messi, quando estate sarà.

S’ode ancor il bramito dei cervi in amore, prima che il freddo inverno castighi le loro forti brame e tutto renda… monocolore, sotto un bianco manto.

Il cielo è a tratti turchino, dopo le tante abbondanti piogge di cui è stato eccezionalmente copioso. Il bosco gioca ancora con le gialle foglie, grazie alla complicità del vento.

Le montagne versano cascate di lacrime, mentre qua e là, di tanto in tanto, qualche raro fungo sparge ancora il suo ammiccante profumo…al riparo di un vecchio pioppo!

Franco (effeerre)

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Una violenza di genere, ingiustificata ed assurda…


Le donne sono oggetto di violenza e sopraffazione solo per il fatto di essere donne e di porsi in modi ed atteggiamenti femminili, come è giusto che sia! La violenza maschile contro le donne costituisce, in tutti i paesi del mondo, un problema grave e diffuso, definito dall’OMS un’emergenza sanitaria di ordine pubblico.

Questa scellerata violenza trova radici e si nutre della cultura della disparità, traducendola in autentica discriminazione, fondata su una cultura maschilista che considera la donna un proprio “oggetto” e nei cui confronti l’uomo si arroga il potere di decidere sia in fatto di libertà personale ed in quale misura, sia nel modo di vestire, quali amicizie poter frequentare e… quant’altro ancora!

La realtà, purtroppo e quotidianamente, ci conferma che la violenza di genere è un fenomeno trasversale che riguarda tutti i contesti sociali, tutti i Continenti, tutte le professioni e tutte le culture. E’ principalmente messa in atto da persone con cui la donna ha od ha avuto delle relazioni significative di tipo amoroso o affettivo.

Infatti, uscire da una relazione violenta non è semplice. Spesso all’interno della relazione di coppia si indugia a prendere decisioni necessarie, rinunciando all’ “io” personale per salvaguardare il “noi”, inteso come famiglia! 
Capita anche, malauguratamente, che certe espressioni di violenza non siano riconosciute come un grave danno alla relazione stessa, ma tollerate come segno di amore(?!), forse rude e possessivo, ma non sufficiente ad attivare un campanello di allarme. 

Sul fronte di coloro che esercitano tanta crudeltà alle loro vittime, ci sono uomini che riconoscono si di aver commesso violenza, ma non ne riconoscono la gravità o le conseguenze per la relazione di coppia. Sollecitati a fare una autocritica in generale ai fatti e misfatti di cui piene sono le cronache quasi quotidiane, hanno la bella faccia tosta di affermare che siano state le stesse vittime a “cercarsi la loro sventura…”

Non sono questi gli uomini di cui abbiamo bisogno per costruire un mondo migliore!


Summary…

Women are too often victims of male violence. Unfortunately, it’s within the same families that violence of every kind, is perpetrated: physical, sexual, mostly, but also psychological and so on!
Man behaves with extreme violence and considers woman an object, limiting her freedom; he’s jealous, selfish and possessive!
Many women endure so much violence with resignation so as not to undermine the union of the family, paying a heavy price for this noble ideal.
A sacrifice vain that almost always culminates in so much criminal actions which we all know as… “feminicides”

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Malinconia, Melanconia: simili, ma diverse!


Ma cos’è la malinconia? È un alito, un umore, uno spirito; è una nera signora che, senza invito, si accompagna alla nostra anima e che, silenziosa e infaticabile, si insinua seducente nelle piccole fessure del cuore?! O magari una scintilla di genio, o uno stato umorale destinato a diluirsi nel tempo?

Victor Hugo definì la malinconia la gioia di sentirsi tristi”. Ma una gioia difficile da afferrare, legata troppo spesso ad un dolce indugiare nella propria fantasia, a ricercare non di rado una bellezza, un qualcosa, dai contorni sfumati, come un amore mai arrivato realmente, un sogno che ancora giace nel cassetto…

Un morbido guanciale, nel quale trovare un certo ristoro. “I migliori momenti dell’amore sono quelli di una quieta e dolce malinconia” scriveva Giacomo Leopardi nello Zibaldone come pure “naufragar m’è dolce in questo mare” nella più celebre sua lirica, L’Infinito!

Ma non sempre la malinconia è sublime, talvolta essa si tramuta in melanconia, una condizione che per le sue caratteristiche parrebbe rientrare nella moderna sfera dei disturbi dell’umore. Ortograficamente è però solo una vocale iniziale a marcare la differenza fra le due antagoniste!!

Per Aristotele i “malinconici sono individui eccezionali per natura, non per malattia” attribuendo alla malinconia una positiva disposizione dell’animo umano.

V’è da chiedersi come mai in talune occasioni questi mutamenti di umore si tramutino in amarezza rabbiosa, più vicina alla…melanconia, ed in tal altre ad una saggezza…più prossima alla…malinconia.

Nella melanconia parrebbe affermarsi un’inamovibilità legata ad una perdita, soprattutto di sé stessi. Anche nella malinconia c’è una forte perdita, una presenza di dolore, ma accompagnata da uno sguardo capace di cogliere una bellezza, e anche se tale bellezza non può essere eterna, risulta capace di riempiere la vita.

Nella malinconia si cela una parte molto importante della personalità, un prezioso frammento della psiche, da cui può scaturire la creatività, conferendole un significato di alta spiritualità…; una forma di catarsi che permette un’apertura all’esistenza. La mancanza di questa apertura puo’ determinare la netta differenza fra Malinconia e Melanconia.

La malinconia è quel seme insito nell’uomo sensibile e geniale, il pensiero di un tempo che fu che non tornerà più, la sensazione che la vita non sarà mai piena per la perdita di un amore profondo e primario che logora e consuma?

Ogni malinconico o melanconico forse(?!) riuscirà a percepire l’origine e la specificità del proprio sentimento.

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La violenza in natura avrebbe un senso: quella umana…solo orribile ed insensata!


Solitamente restiamo estasiati davanti alle bellezze della Natura: fiori, piante, fiumi e cascate, luoghi ameni e spiagge incontaminate … Vi sono però, purtroppo, anche altri aspetti della stessa, che si manifestano in modo violento e devastante.

Certi Uragani hanno addirittura nomi propri maschili o femminili, quasi fossero identità di tutto rispetto, pur nella loro assoluta negatività. Si parla di nomi come Katrine, Linda o Pauline, ma anche Mitch, Andrea o Arthur, tutti protagonisti di violenze, sopraffazione, distruzioni e morte. Ma anche la Violenza in Natura è, comunque, parte integrante della realtà universale!

Infatti, la materia fisica necessiterebbe anche di queste forme estreme di violenza per realizzare il principio del suo continuo rinnovamento e trasformazione! Se pensiamo attraverso quali mutamenti sia passata la nostra Terra, prima di presentarsi a noi, così come oggi la vediamo, non possiamo non accettare questa teoria e cioè che nulla possa restare immutato e statico, ma in continua e perenne trasformazione; la violenza sarebbe parte di questo gioco.

Personalmente ho avuto difficoltà ad accettare questa formulazione, che tali espressioni di violenza dovessero essere intese come insite ed integranti in natura; mi illudevo nell’immaginarmi un mondo ideale, dove tutto fosse bello, tutti solo buoni, tutto fosse armonia, e mi domandavo perché ciò non potesse essere una concreta realtà.

Non mi capacitavo al pensiero che anche espressioni di inaudita violenza fossero necessarie a realizzare un processo di trasformazione ed evoluzione in natura, né, tanto meno, che la forza bruta in natura equilibrasse l’armonia ed il bello, come componente duale dell’esistenza.

Poi, con il tempo, maturando, ho accettato che Bene e Male, Violenza ed Armonia, Bello e Brutto fossero le due facce di un’unica medaglia, con pari(?!) dignità, si direbbe.

Infatti, ciò che è violento eserciterebbe un’azione di scuotimento della staticità e dell’inerzia, rimettendo in discussione stratificati equilibri, sollecitando i mutamenti a cui il nostro Pianeta e, in senso lato, tutto l’Universo, sembrerebbero non poter, né tanto meno volerne … fare a meno!


Usually we suffer the charm of the nature with its multiple expressions of beauty, but unfortunately there are also other aspects of the same that manifest themselves in a violent and devastating way. But even violence in nature is, however, an integral part of universal reality! In fact, physical matter would also need these extreme forms of violence to realize the principle of its continuous renewal and transformation, and violence would be part of this game. Personally I have always had difficulty accepting this formulation, but then with time, maturing, I accepted that good and bad, beautiful and ugly are two aspects of a reality. What is violent would exert an action for shaking the static and inertia, calling into question all those existing balances, to advantages of all those changesto whom the whole Universe would seem not to want to give up!

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Un Universo di…emozioni!


Sappiamo d’essere tutti collegati e connessi all’Universo intero, come tanti fili di un reticolo molto complesso che include uomini, cose, specie diverse e quant’altro. Abbiamo anche sentito affermare che, quando esprimiamo un sano desiderio, l’intero Universo si attivi a che questo si realizzi.

Sembrerebbero teorie infondate perché non suffragate da prove certe e concrete. Noi abbiamo sempre la pretesa di poter documentare tangibilmente le tante ipotesi ritenute possibili.

Diciamo che i nostri soli cinque sensi, di cui natura ci ha dotati, non riescono a sondare oltre un certo limite loro consentito, per cui è necessario sormontare questo ostacolo, mettendoci nello stato d’animo adatto alla percezione di quelle sensazioni che sono trasmesse su frequenze vibrazionali più intense delle nostre attuali disponibili.

La pianta, si afferma, proverebbe un senso di godimento vivo nella bellezza dei suoi fiori, nella loro capacità di attrarre api ed altri insetti. Tutte le Piante sarebbero sensibili all’ammirazione loro tributata e ne godrebbero essendo anche sensibili all’affezione umana che ricambierebbero a modo loro.

L’influenza esercitata sull’uomo dal regno animale è limitata a quella degli animali domestici più vicini a noi e la nostra influenza su di essi è molto più grande di quella che essi esercitano su di noi: ma quest’ultima non è da trascurare.

Chi abbia veramente stretto amicizia con un animale è aiutato e rafforzato dall’affetto che ne riceve. L’uomo ha una maggiore capacità di amare rispetto all’animale, ma l’affezione di quest’ultimo è più concentrata, mettendovi tutta l’energia di cui dispone.

La differenza fra uomo ed animale, in questo ambito, è caratterizzata dal fatto che l’uomo ha molteplici interessi in cui concentrare la sua benevola attenzione, mentre l’animale riversa tutta la sua carica di energia in un solo canale… diretto all’uomo che gli è amico.

L’esempio sugli animali domestici nostri amici come cani e gatti riesce più facilmente a farci intendere come anche altre intese possano stabilirsi con creature, da noi anche molto diverse, magari con minore intensità dei nostri amici a quattro zampe, che vivono non noi e al cui sostentamento provvediamo.

Personalmente sono convinto di queste interrelazioni anche con soggetti che definiamo inanimati, ma che sicuramente non lo sono!


Summing up…

In the Universe we are all connected, through a dense relational network!
With the animal kingdom, it’s very obvious the empathy we can establish with our four-legged friends, especially with dogs and cats.
There would be empathies also with the vegetable kingdom, especially with the small decorative plants inside our houses, as well as outside the domestic walls with the large plants….
The plants themselves, “would be happy” to notice how their flowers are an attraction for bees and other insects and would enjoy receiving human attention.
Personally I have no doubt about it, and I also think that connections of a certain type may also include the realm of minerals, that we say is inanimate, but which … I think it is not at all.

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Ma…Si…Pero’…Non so…!


Se Timore od Incertezza,

cammin facendo, nel corso di una vita,

freno o rinuncia imponessero

a nuove ed ambite scelte personali,

sane emozioni, piu’ vasti orizzonti…

e quant’altro ancora….,

saggio non sarebbe d’ accettar

supinamente una…resa!

Buon senso suggerirebbe
di…riuscire ad osare!!

(Effeerre)

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I tanti sentieri… dell’Anima.


Quando serenità e gioia albergano nell’anima, nella mente e nel cuore, l’Universo intero, gioiosamente, le percepisce e diffonde nel suo spazio infinito, a vantaggio di tutti e per un mondo migliore.

Noi siam parte dell’Universo e ad esso connessi, come in un fitto reticolo, in cui abbondano emozioni e passioni, lunghi sentieri e percorsi di vita per ogni tipo di umana esigenza!

Se formuliamo sane aspirazioni, attese e desideri, sollecitiamo l’Universo stesso ad attivarsi per permettere a questi di realizzarsi

Evitiamo, pertanto, che nelle nostre menti si creino quelle negative “forme-pensiero” che tanto danno arrecano alla complessità dell’Universo intero!

(Effeerre)

When serenity and joy dwell in the soul, in the mind and in the heart, the entire Universe, joyfully, perceives them and spreads them in its infinite space, to the benefit of all and for a better world.
We are part of the Universe and connected to it, as in a dense network, in which emotions and passions, long paths life abound for every kind of human need!
If we formulatepositive aspirations, expectations and desires, we urge the Universe itself to take action to allow these to be realized …
Therefore, let us avoid creating in our minds those negative “thought-forms” giving so much damage to the complexity of the whole Universe!

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Un magico numero: “13”(Poesia)


Tredici

Pochi ti apprezzano, me compreso,

assai ti temono, ma non io,

ai più sei soggetto indifferente!

Eppure tu sai essere quasi

un raro evento, di magia soffuso,

ma non sempre inteso

come ameresti essere!

Anche Maria ti scelse, e non a caso,

affinché ai Suoi tanti messaggi luminosi

tu aggiungessi la tua…forte impressione

e suggestione!

Quando fai coppia con “Venerdi’“,

come pure capita al…”Diciassette“,

siete entrambi osteggiati come forieri di

chissà quali strani eventi.

Non farci caso, dice un vecchio adagio:

tanti “nemici”… ...tanto onore!

(Franco)

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A magical number:” 13 “(Poetry)

Thirteen
Few appreciate you, including me,
Many people fear you, but not me,
for many others you are indifferent subject!
You are almost …a magical event,
but not always understood
how you would like to be!
Even Maria chose you sometime to transmit her luminous messages; you can add them your … magic sense!When you fall on “Friday”,
as it also happens to the… “Seventeen”,
you are both considered as bearers of
misfortune…
Don’t pay any attention!
Says an old way of saying:” many “enemies”… much honor”!
(Franco)


	
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Viaggiare per ampliare gli orizzonti…visivi e mentali!


Chi predilige mettersi in viaggio verso paesi diversi e lontani lo fa per capire, studiare le diverse culture, per conoscere e per lasciarsi sorprendere ogni giorno…

Naturalmente, occorre adattarsi, affrontare fatiche, rischi ed imprevisti, si deve essere disposti a mutare stile di vita ed abitudini, ad ampliare i propri confini…mentali, lasciarsi alle spalle le comodità acquisite in cui ci si sentiva al sicuro.

Molti viaggiatori ammettono di essersi sentiti costretti dentro certi meccanismi che la vita normale offriva loro, per cui i più audaci e temerari affrontano i viaggi proprio con la finalità ultima di confrontarsi con nuove sfide e vivere certe emozioni che, altrimenti, non sarebbero possibili.

Viaggiando ci si lascia andare, ci si abbandona al proprio destino; in compenso si avverte più armonia con la natura, senza i conflitti o dissidi che costellano un qualsiasi iter lavorativo…

Si aprono nuovi orizzonti, non solo fisici, ma anche culturali, cambia la prospettiva sul mondo e le sue finalità. Ci si accontenta di molto meno che un tempo, si modificano le attese e le percezioni, si riesce meglio a guardarsi dentro.

Certo il viaggio offre possibilità nuove, ma ne toglie certe altre un tempo acquisite, ma la sintesi è sicuramente positiva, a meno che non intervengano eventi tragici che, comunque, sono possibili in ogni circostanza della vita.

Un coppia di “Navigatori”, marito e moglie, su una barca a vela, ha circumnavigato il mondo e così si è espressa durante un’intervista:

“Circumnavigare in barca a vela il mondo è faticoso, logorante, non solo fisicamente, ma anche psichicamente. Per noi due ha avuto un effetto benefico! Ha rinsaldato la nostra coppia, ci ha dato nuova energia per affrontare la vita insieme, ha nutrito la nostra relazione, ci siamo arricchiti molto! “

Poi verso la conclusione:

“Alla fine di tanto peregrinare siamo approdati in Sicilia e ci siamo innamorati di questa terra che è un concentrato di tutta la ricchezza del Pianeta! Dopo avere visto palme, atolli, isolotti e quant’altro, volevamo anche un po’ di architettura e di storia!

Ora faccio il contadino. Dopo tanti anni in mare, ora apprezzo la terraferma, ma, di tanto in tanto, qualche giro in barca lo faccio ancora, ma non troppo lontano come un tempo!

Mi dedico alla raccolta dei frutti della terra che ho acquistata: mandorle, olive, peperoncini e fichi d’india, su diecimila metri di fertile terra: è molto impegnativo, ma è bello…

Il percorso fatto in questi anni mi ha permesso di diventare padrone del mio tempo.”

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PS: Conosco di vista questa coppia avventurosa! Una volta l’ho avuta al tavolo accanto, in un ristorante, molto prima che entrambi si avventurassero per i mari del mondo! So che la loro storia è vera, ho preso spunto da una loro recentissima intervista, rilasciata ad un quotidiano locale, per farne un Post sul mio Blog!

Buona lettura a tutti i miei … Followers


Those who prefer traveling to different and distant countries do so to understand, study different cultures, to get to know and to be surprised themselves every day… Many travelers admit that they felt constrained in certain mechanisms that normal life offered them, so the most daring face their journeys with the ultimate goal of confronting new challenges and experiencing certain emotions that otherwise would not be possible.Traveling opens up new horizons, not only physical, but also cultural, changing the perspective on the world and its aims. We are content with much less than we used to, we are better able to look inward. A couple of “Navigators”, husband and wife, on a sailboat, circumnavigated the world and so expressed themselves during an interview:
“Circumnavigating the world on a sailing boat is tiring, exhausting, not only physically, but also psychically. For the two of us, it has had a beneficial effect! It strengthened our couple, gave us new energy to face life together, nurtured our relationship, we got very rich! “

“At the end of such a adventure, we landed in Sicily and fell in love with this land that is a concentrate of all the wealth of the planet! After seeing palms, atolls, islets and more, we also wanted a bit of architecture and history!
Now I’m a farmer. After so many years at sea, now I appreciate the mainland …
I dedicate myself to the harvest of the fruits of the earth that I purchased: almonds, olives, peppers and prickly pears, on ten thousand meters of fertile land: it is very demanding, but it is beautiful …
The journey made in these years has allowed me to become master of my time. “